Filmfestival Premio Lessinia
Award competition for movies and short films about: “Life, history and tradition in the Mountains”.
Filmfestival / Art director
Fedeli a noi stessi
Il dibattito è riaperto, se mai era stato chiuso. Dove sta andando il così detto cinema di montagna? Sempre che questa categoria, nella quale registi, giornalisti, direttori di festival e spettatori si trovano un po’ stretti, esista davvero.
Dal microcosmo dei festival di montagna, qual è il Premio Lessinia, ci sentiamo di poter affermare che se per l’alpinismo, ma forse anche per l’esplorazione geografica, ci si debba aspettare un rilancio, o almeno una nuova stagione, molte delle forze produttive e delle idee registiche degli ultimi anni si stiano invece indirizzando verso quel filone che nel regolamento del nostro festival campeggia come un inno: vita, storia e tradizioni in montagna.
A scorrere i cataloghi dei festival, vetrine privilegiate di quanto si muove nel mondo del cinema di montagna, e a leggere le scelte delle giurie internazionali, si pensi a quella del Trento Filmfestival di quest’anno, si ha la percezione che all’esplorazione geografica si stia passando all’esplorazione umana, dalla conquista delle vette alla conquista del futuro di vita sulle terre alte, con tutti i risvolti legati alla salvaguardia, non solo ambientale, ma prima di tutto umana, ovvero culturale, sociale, linguistica ed economica.
Scopriamo così, con soddisfazione, che la dodicesima edizione del Premio Lessinia diventa un palcoscenico privilegiato per questi temi. E non soltanto per i documentari, ma anche per quei film che, nei vecchi regolamenti dei festival, erano definiti “film a soggetto”. Significa che c’è voglia di raccontare e che la montagna ha ancora le storie giuste e le persone giuste per poterlo fare.
Ora che il Film Festival Premio Lessinia è davvero internazionale, e il nostro pubblico dovrà abituarsi alle traduzioni e ai sottotitoli, ora che il numero delle opere presentate è alto, e le sale di proiezione diventano due, ora che il programma è suddiviso in giornate e in serate a tema, la Lessinia, l’Africa, l’Oriente, la Storia in montagna, ora che avremo ospiti molti dei registi in concorso, e sarà la più bella sorpresa del festival, vogliamo ribadire la nostra convinzione, come una professione di fede: a Cerro Veronese i protagonisti saranno sempre i registi e i loro film. Quando il “baraccone” del festival diventasse più importante e più rumoroso di loro, allora li avremmo traditi e avremmo tradito noi stessi.
Alessandro Anderloni
Direttore artistico
Alessandro Anderloni
Trentaquattrenne, è nato e vive a Velo Veronese, sull’altopiano della Lessinia e ha fatto della sua permanenza in montagna l’argomento di un impegno tradotto in musica, teatro, cinema e letteratura.
Scrittore, autore e regista, è socio accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Alla Lessinia ha dedicato la sua tesi di laurea in lettere, un libro e più di venti testi teatrali. Per l’APS Video di Verona è autore e regista di documentari naturalistici, di cortometraggi e di film a soggetto.
È autore di documentari storici per la trasmissione La storia siamo noi in onda sulle reti RAI. Direttore dicoro, è compositore di canti, di commedie musicali e di colonne sonore.
