Filmfestival Premio Lessinia
Award competition for movies and short films about: “Life, history and tradition in the Mountains”.
Filmfestival / Press review:
Cerro Veronese (Il Gazzettino, 19 agosto 2006)
Si aprirà oggi il 12. Film Festival Premio Lessinia. Sabato 26 la chiusura con la cerimonia di premiazione. Singolare nella sua formula questa rassegna che dall'inizio ha scelto di non seguire le tematiche dei grandi festival del cinema di montagna, in primis quello - padre di tutti gli altri e il più importante - di Trento, per dedicarsi invece a quanto viene prodotto nel mondo privilegiando la vita, la storia e le tradizioni in montagna, comprese le minoranze linguistiche.
Quindi niente sport e nemmeno alpinismo all'interno delle trenta opere selezionate quest'anno per concorrere all'assegnazione del Cerro d'oro e degli altri premi di categoria. Alessandro Anderloni, direttore artistico del festival da lui ideato e portato anno dopo anno per mano ad una crescita che oggi già anticipa futuri ulteriori sviluppi, afferma nella sua nota introduttiva al catalogo come in questo senso il Premo Lessinia sia un "palcoscenico" privilegiato.
«La percezione, anche sfogliando i programmi degli altri festival "in quota", è che dall'esplorazione geografica si stia passando all'esplorazione umana, dalla conquista delle vette alla conquista del futuro di vita sulle terre alte, con tutti i risvolti legati alla salvaguardia, non solo ambientale ma soprattutto umana, ovvero culturale, sociale, linguistica, economica».
Allarga la sua internazionalità, con questa dodicesima edizione, il Film Festival Premio Lessinia. Primeggiano ancora le presenze italiane affiancate in buon numero da quelle provenienti dalla Germania. E se ne aggiungono da Francia, Austria, Svizzera, Belgio, Irlanda. Con la possibilità quindi di un programma articolato in eventi speciali e in serate a tema. Una in particolare (mercoledì 23) riservata all'incontro col cineasta alpinista ed esploratore francese Henri Agresti: "Dal Sahara all'Afghanistan".
Agresti fa anche parte della giuria presieduta ancora una volta dallo scrittore e alpinista Accademico del Cai Italo Zandonella Callegher, presidente del festival di Trento. Feeling non occasionale. Tra le due rassegne intercorrono da tempo rapporti di collaborazione.
Due i film della serata di apertura, di produzione germanica. Il primo è un lungometraggio a soggetto, "Der Judas ven Tirol" di Werner Asam. Ricavato sa una pièce teatrale di Karl Schonherr, è ambientato nel Tirolo del 1810 invaso da francesi e bavaresi e rievoca la figura storica del contadino tirolese Andreas Hofer che guidò la rivolta contro lo straniero. Simbolica la rappresentazione popolare della Passione di Cristo che affianca il nucleo narrativo principale, nella quale proprio Andreas interpreta il personaggio di Giuda. La narrazione è drammaticamente dura, d'un realismo acceso che rasenta il mélo.
Il secondo film della serata, "Fashing in Bagolino" di Josef Schwellensattl, è un mediometraggio sul folclore alpino. Prove del Carnevale in maschera dopo un anno di preparativi, anche nella confezione di costumi che rispettano rigorosamente antiche tradizioni e che esigono una partecipazione esclusivamente maschile.
Aperitivo con l'autore sera dopo sera, di preparazione a quello che sabato 26, prima della premiazione, sarà l'incontro di pubblico e stampa con i registi. Preceduto in mattinata da una tavola rotonda su un tema molto sentito a Cerro: le minoranze linguistiche. Da ricordare che tra gli enti organizzatori vi è in proposito, accanto al Comune di Cerro e alla Comunità Montana della Lessinia, il Curatoriun Cimbricum Veronese. Sostenitori istituzionali, Regione Veneto e Provincia di Verona.
Piero Zanotto
Quindi niente sport e nemmeno alpinismo all'interno delle trenta opere selezionate quest'anno per concorrere all'assegnazione del Cerro d'oro e degli altri premi di categoria. Alessandro Anderloni, direttore artistico del festival da lui ideato e portato anno dopo anno per mano ad una crescita che oggi già anticipa futuri ulteriori sviluppi, afferma nella sua nota introduttiva al catalogo come in questo senso il Premo Lessinia sia un "palcoscenico" privilegiato.
«La percezione, anche sfogliando i programmi degli altri festival "in quota", è che dall'esplorazione geografica si stia passando all'esplorazione umana, dalla conquista delle vette alla conquista del futuro di vita sulle terre alte, con tutti i risvolti legati alla salvaguardia, non solo ambientale ma soprattutto umana, ovvero culturale, sociale, linguistica, economica».
Allarga la sua internazionalità, con questa dodicesima edizione, il Film Festival Premio Lessinia. Primeggiano ancora le presenze italiane affiancate in buon numero da quelle provenienti dalla Germania. E se ne aggiungono da Francia, Austria, Svizzera, Belgio, Irlanda. Con la possibilità quindi di un programma articolato in eventi speciali e in serate a tema. Una in particolare (mercoledì 23) riservata all'incontro col cineasta alpinista ed esploratore francese Henri Agresti: "Dal Sahara all'Afghanistan".
Agresti fa anche parte della giuria presieduta ancora una volta dallo scrittore e alpinista Accademico del Cai Italo Zandonella Callegher, presidente del festival di Trento. Feeling non occasionale. Tra le due rassegne intercorrono da tempo rapporti di collaborazione.
Due i film della serata di apertura, di produzione germanica. Il primo è un lungometraggio a soggetto, "Der Judas ven Tirol" di Werner Asam. Ricavato sa una pièce teatrale di Karl Schonherr, è ambientato nel Tirolo del 1810 invaso da francesi e bavaresi e rievoca la figura storica del contadino tirolese Andreas Hofer che guidò la rivolta contro lo straniero. Simbolica la rappresentazione popolare della Passione di Cristo che affianca il nucleo narrativo principale, nella quale proprio Andreas interpreta il personaggio di Giuda. La narrazione è drammaticamente dura, d'un realismo acceso che rasenta il mélo.
Il secondo film della serata, "Fashing in Bagolino" di Josef Schwellensattl, è un mediometraggio sul folclore alpino. Prove del Carnevale in maschera dopo un anno di preparativi, anche nella confezione di costumi che rispettano rigorosamente antiche tradizioni e che esigono una partecipazione esclusivamente maschile.
Aperitivo con l'autore sera dopo sera, di preparazione a quello che sabato 26, prima della premiazione, sarà l'incontro di pubblico e stampa con i registi. Preceduto in mattinata da una tavola rotonda su un tema molto sentito a Cerro: le minoranze linguistiche. Da ricordare che tra gli enti organizzatori vi è in proposito, accanto al Comune di Cerro e alla Comunità Montana della Lessinia, il Curatoriun Cimbricum Veronese. Sostenitori istituzionali, Regione Veneto e Provincia di Verona.
Piero Zanotto
