Filmfestival Premio Lessinia
Award competition for movies and short films about: “Life, history and tradition in the Mountains”.
Filmfestival / Press review:
Dal Caucaso a noi, ogni alpe è paese. (L'Arena, 9 agosto 2006)
Novità del Filmfestival 2006 sono le giornate e le serate di proiezione tematiche. Il direttore artistico Alessandro Anderloni le ha volute per permettere agli spettatori di districarsi nell’ampio programma e di poter scegliere.
Sono due le serate tematiche, quella dedicata all’Africa (martedì 22) e quella dedicata ai pastori e ai malgari (venerdì 24).
Tre invece le giornate tematiche: la prima è dedicata alla Lessinia e al Baldo, domenica 20, con il Premio Lessinia a scuola.
Per la serata africana di martedì 22, nella Sala Noi saranno proiettati Voyage au centre de la pierre, del francese Nicolas Gabriel e Dr. Mick e la foresta, di Bruno Chiaravallotti e Andrea Balossi Restelli. Il film di Gabriel è un’esplorazione in Madagascar camminando sul filo del rasoio delle rocce appuntite di un "bosco di roccia" che battuto con delle bacchette da batteria suona e canta e diventa un concerto di suoni nei suoni della foresta. E mentre nelle grotte i serpenti notturni e migliaia di pipistrelli escono per cacciare, nella notte si diffonde un concerto mai udito prima.
I monti Udzungwa e le loro foreste, in Tanzania, sono il contesto nel quale i registi Bruno Chiaravallotti e Andrea Balossi Restelli girano Dr. Mick e la foresta. L’altopiano boscoso garantisce alle popolazioni locali pioggia e condizioni climatiche favorevoli all’agricoltura e alla vita di tutti i giorni. Siamo nel sistema montuoso dell’Eastern Arc, uno dei più ricchi al mondo per specie animali e vegetali endemiche. Il Museo trentino di Scienze naturali ha affiancato alla ricerca scientifica un progetto di cooperazione allo sviluppo delle comunità locali per la tutela e la conservazione della foresta. E mentre si indaga sugli animali e le piante, nella piccola scuola del villaggio i bambini cantano e Dr. Mick costruisce un camion giocattolo.
Mercoledì 23 sarà una giornata che si annuncia particolarmente interessante, intitolata «Da Oriente a Occidente», che ci porterà dal Sahara all’Afghanistan, dalla Bolivia alla Turchia fino alle alture dell’Altaï. Comincerà alle 18 in Sala Noi con la presentazione dell’ultimo libro di Raffaello Canteri, Un ponte sugli oceani, storie raccolte fra i protagonisti dell’ultimo secolo e mezzo di emigrazione dalla Lessinia in tutto il mondo. Alle 21, in teatro parrocchiale, ci sarà la serata speciale dedicata ad Henri Agresti a cui seguirà il film Les Femmes du Mont Ararat, di Erwann Briand. In Sala Noi andranno in proiezione Immagini di Jamie Saenz, di Pierandrea Gagliardi e La route turque de l’Anatolie à l’Altaï, di Jean-Baptiste Warluzel e Falk van Gaver.
Il primo presenta la figura del poeta boliviano Jamie Saenz attraverso la testimonianza di amici, attori di teatro, studiosi e critici, una ricca personalità rimasta lontana dai circoli letterari ufficiali, immersa, «con spietato amore per il mondo», nei bassifondi della sua città, La Paz.
L’altro è un lungo viaggio, dall'Anatolia all’Altaï incontro a Turcomanni, Uzbeki, Kirghizi, Kazachi, popoli che discendono tutti dalle stesse tribù che lasciarono le renne e le foreste del nord per diventare allevatori di cavalli nelle steppe dell'Asia Centrale. A bordo della loro auto, i registi hanno percorso l’Asia Minore e Centrale dall’ottobre 2004 al febbraio del 2005 riportando immagini che, spogliate dalla musica e spesso quasi senza suono, riportano per 60 minuti nella lentezza delle steppe e dei deserti.
Giovedì 24 il Filmfestival indaga la Storia in montagna, con una selezione di film interamente dedicati alle vicende belliche sulle terre alte. Infine la «Giornata delle minoranze linguistiche», sabato 26, voluta e organizzata dal Curatorium Cimbricum Veronense, si aprirà con una tavola rotonda sul tema «Le minoranze linguistiche si incontrano al Filmfestival» e proseguirà con un pomeriggio interamente dedicato ai film sulle lingue minoritarie.
Soddisfatto Vito Massalongo, presidente del Curatorium: «La nostra associazione ha inventato il Filmfestival grazie all’intuizione di Mario Pigozzi e Piero Piazzola e lo ha sempre seguito fino a portarlo con soddisfazione a questo livello di notorietà e di qualità. Proprio per ribadire lo spirito delle origini, abbiamo voluto questa giornata di confronto con le minoranze linguistiche e con la proiezione di film che affrontano il tema delle culture cosiddette minori presenti sulle Alpi e non solo. Affronteremo il tema del cinema e della televisione come mezzi moderni di diffusione e di incontro di culture», anticipa il presidente Massalongo, «e hanno già annunciato la loro presenza delegazioni in rappresentanza delle isole cimbre e ladine, della sede Rai di Bolzano per le isole tedescofone, Sergio Bonato del Centro di cultura cimbra di Roana, sull’altopiano di Asiago, e Thomas Prader coordinatore del comitato isole minoritarie tedescofone». (v.z.)
